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Bambini nell'osservatorio

Bambini nell'osservatorio

Dal censimento mensile dell’avifauna nell’Oasi Ex Risaia di Bentivoglio

Venerdì 14 maggio solito censimento mensile degli uccelli acquatici (più altri uccelli se capitano, senza cercare più di tanto) nell’Oasi WWF dell’ex risaia di Bentivoglio e S. Pietro in Casale (BO). Effettuato da Dante Bonazzi, Francesco Barbieri, Renzo Falzoni, Sergio Serafini, Piero Venturi.

TOTALE UCCELLI:

  • Cigno reale 2 adulti e 6 pulli
  • Oca selvatica 16 adulti e almeno 2 nidiate per un totale di 7
  • Germano reale 261 adulti e almeno 15 nidiate per un totale di 79 pulli
  • Marzaiola 3
  • Mestolone 26
  • Cormorano 29
  • Nitticora 21
  • Sgarza ciuffetto 2
  • Garzetta 36
  • Airone bianco maggiore 1
  • Airone cenerino 64 adulti e almeno 8 nidi di cui almeno 4 con i pulli
  • Airone rosso 6
  • Cicogna bianca 12 adulti, 6 nidi occupati con pulli, per un totale di 10
  • Spatola 4
  • Tuffetto 22
  • Svasso maggiore 22 e 3 nidi
  • Falco di palude 1 maschio
  • Gheppio 5
  • Gallinella d’acqua 28
  • Folaga 163 adulti, almeno 9 nidi con adulti in cova e 16 nidiate di per un totale di 33 pulli
  • Cavaliere d’Italia 144 adulti, almeno 42 nidi con adulti in cova e 3 nidiate per un totale di 7 pulli
  • Avocetta 2 e un nido
  • Pavoncella 6
  • Gabbiano comune 4
  • Gabbiano reale 7
  • Colombaccio 1
  • Piccione domestico 25
  • Colombaccio 1
  • Tortora dal collare 4
  • Tortora selvatica 15
  • Cuculo 10
  • Rondone 32
  • Martin pescatore 1
  • Picchio verde 4
  • Rondine 49
  • Balestruccio 6
  • Usignolo 7 canti
  • Usignolo di fiume 3 canti
  • Cannaiola verdognola 1 canto
  • Cannaiola comune 1 canto
  • Cannareccione 7 canti
  • Capinera 1 canto
  • Rigogolo 3 sentiti
  • Ghiandaia 2
  • Gazza 7
  • Cornacchia grigia 4
  • Storno 214
  • Passera d’Italia 4
  • Cardellino 3

Oasi WWF

Cervo sardo

Cervo sardo

Oggi, 8 marzo, nell’Oasi WWF di Bolgheri è arrivato al nido anche il maschio! Forse ha scelto proprio la giornata della Festa della donna, per riprendere con la cicogna femmina, arrivata il 19 di febbraio, i lavori di sistemazione del nido.

Sempre nell’Oasi di Bolgheri, con Rosario Grasso e Maria Teresa Spena (del Dip. Biologia Animale dell’Università di Catania),  all’interno del 3° osservatorio abbiamo individuato un esemplare di mustiolo etrusco  , il più piccolo mammifero che viva sulla terra!  Si tratta della prima segnalazione per l’Oasi di Bolgheri. Certo, non siamo nel Borneo, ma in termini di biodiversità, ci accontentiamo ugualmente…

Nel settembre 2009 è stato effettuato il consueto censimento annuale del cervo sardo dalla Riserva WWF di Monte Arcosu, in collaborazione con la Provincia di Cagliari e con il prezioso contributo di 130 volontari.

Il censimento del 2009 ha confermato il crescente andamento della popolazione del cervo nella riserva e nei territori limitrofi (su un area di 5.800 ha) con una stima della popolazione di cervo di 1.220 individui. Nel 2008 i cervi stimati erano appena 970. 

La popolazione è risultata maggiormente concentrata nelle zone più centrali della riserva (area di Guttureddu e Sa Canna) evidenziando le migliori condizioni (divieto di caccia, lotta al bracconaggio) che trovano all’interno della riserva. La densità media di cervi è risultata essere 19,87 cervi per chilometro quadrato.

Il censimento del cervo sardo viene effettuato con la metodologia del “bramito” ovvero tramite l’ascolto da punti di osservazione selezionati del bramito dei maschi adulti. Viene pertanto calcolato il numero di maschi bramenti nel periodo di maggior attività (settembre) e da questo dato è poi possibile stimare la popolazione complessiva di cervi nell’area monitorata.

Fenicotteri (F.Cianchi/Archivio WWF)

BOLGHERI
Attualmente sono presenti circa 400 oche selvatiche, 2000 anatre di varie specie, c.ca 1.200 pavoncelle, 50 pivieri dorati, beccaccini, migliaia di colombacci oltre a numerose altre specie.
Durante il tradizionale censimento degli uccelli acquatici svernanti il padule di Bolgheri si conferma come uno dei più importanti siti di svernamento dell’Oca selvatica in Toscana (675). Dopo anni di assenza, è tornata in Oasi l’Oca lombardella, presente sempre con numeri scarsi in Toscana. Il totale delle anatre non si discosta sensibilmente dai numeri degli anni scorsi (1604). Presente la Pittima minore, presenza rarissima come svernante in Toscana. Significativa la presenza di Pivere dorato (81) e Codone (26). Per la prima volta in occasione dei censimenti invernali si registra la presenza del Fenicottero (6) di cui uno inanellato.

ORTI BOTTAGONE
Dicembre 2009 E’ stato un mese record per la presenza di fenicotteri all’oasi di orti-Bottagone! Quando nel 1979 Stefano Benucci riuscì a fotografare il primo fenicottero nel padule di Orti-Bottagone, tale evento segnò l’intero anno come se si trattasse di una notizia da trascrivere negli annali. Eravamo ai primordi dell’azione del WWF su questa zona umida che rischiava di essere definitivamente cancellata. Ora Orti-Bottagone è Oasi WWF, Riserva Naturale, e SIC-ZPS.  Il fenicottero ha apprezzato molto questa gestione al punto che il 4.12.2009, in concomitanza con una vista di studenti universitari di Pisa, ed in compagnia della guardia Luca Becherucci, è stato registrato il record storico di presenze di Fenicottero nell’Oasi: 158 esemplari Per la piccola zona umida salmastra degli Orti (circa 50 ettari su un totale di 126 ettari) è stato un giorno di festa!
Inoltre, nel corso del 2009, sono state effettuate più di 150 letture di anelli colorati applicati alle zampe dei giovani fenicotteri, provenienti da tutto il Mediterraneo: dalla Spagna alla Francia, dall’Italia alla Turchia, dalla Tunisia all’Algeria.

ALVIANO
La violenta piena del Tevere del 6 gennaio ha nuovamente allagato l’Oasi di Alviano. Il deflusso dell’acqua è lento ma costante e speriamo che se le condizioni meteo migliorano si possa al più presto tornare alla normalità.

LE CESINE
Oltre 2000 alzavole, ma anche centinaia di fischioni e germani reali offrono un’incredibile spettacolo. Il Pantano grande riecheggia dei chiassosi versi delle anatre, mentre falchi di palude tentano innumerevoli attacchi, pigri cormorani osservano impassibili dai posatoi crogiolandosi ai tiepidi raggi del sole. Non mancano le onnipresenti folaghe, le canapiglie, i mestoloni e soprattutto il simbolo della Riserva: alcuni moriglioni si tuffano in continuazione alla ricerca di cibo. Gennaio si conferma uno dei mesi più importanti per quanto riguarda la presenza di uccelli nell’Oasi, aprendo al meglio l’anno internazionale della Biodiversità.

SALINE DI TRAPANI
Di seguito alcuni dati delle presenze censite:
Anatre (volpoca, fischione, alzavola, germano reale, mestolone, codone, casarca, etc)   2.623, fenicottero rosa 1.081;  Limicoli (cavaliere d’Italia, avocetta, corriere, fratino, pavoncella, piovanello, gambecchio, chiurlo, pettegola, totano moro, combattente, etc) 1.058
Aironi (airone bianco maggiore, airone cenerino, garzette, airone guardabuoi, etc) 92
Durante il primo anno di istituzione della Riserva Naturale nel 1996 i fenicotteri censiti furono soltanto 46 ed erano visibili solo in una area molto interna della riserva, mentre oggi spesso si possono ammirare in tutto il loro splendore.

VASCHE DI MACCARESE
In dicembre sono state frequentemente avvistate presso le Vasche di Maccarese diverse gru, anche in gruppi molto numerosi

ORBETELLO E BURANO
Nell’Oasi WWF di Orbetello sono stati censiti oltre 2700 uccelli appartenenti a 42 specie diverse; tra questi oltre 500 fenicotteri, 117 canapiglie, oltre 150 avocette, 61 oche selvatiche e 36 volpoche.
Non sono mancate osservazioni estremamente interessanti, come un falco pescatore, un fenicottero cileno, due piovanelli maggiori e due albastrelli.
Nell’Oasi di Burano gli uccelli svernanti sono risultati circa 8.000, appartenenti a 31 specie diverse.
Anche a Burano non sono mancate osservazioni di rilievo, come un esemplare di tarabuso, due morette tabaccate e una sgarza ciuffetto.
La sera ad Orbetello sono stati poi contati oltre 70 aironi e 10 albanelle (9 falchi di palude ed 1 albanella reale), mentre a Burano gli aironi sono stati 502 e le albanelle 17 (15 falchi di palude e due albanelle reali).

E’ ormai buio, il cielo  è ricoperto di stelle, e il fascino delle zone umide diventa ancora più intenso, il censimento è finito anche quest’anno, ma prima di raggiungere il Centro Visite del WWF, per sorseggiare una calda tisana, un gufo comune prima, e un barbagianni dopo, ci attraversano la strada…

Ali di Macaone, Oasi WWF Lago di Burano (foto Fabio Cianchi)

Ali di Macaone (c) Fabio Cianchi

Sabato 31 ottobre e domenica 1 novembre, raccolta di bruchi con il WWF.  La Riserva Naturale e Oasi WWF del lago di Burano organizza una giornata particolare.  L’obbiettivo è  raccogliere almeno 1000 bruchi.

Ma… perché?

Le farfalle sono ottimi bioindicatori dello stato di salute dei nostri ambienti, che, con la loro presenza o assenza, ci danno informazioni importanti. Per questo, dallo scorso anno, nell’ambito del Programma Clima, in collaborazione con il Museo Civico di Storia Naturale di Roma, in molte Oasi WWF è iniziato un monitoraggio per approfondire la situazione sullo stato di salute delle farfalle.

L’Oasi di Burano per prima, fin dal 1991 si è dotata di un giardino per le farfalle e ogni anno “mette in salvo i bruchi” che verrebbero eliminati con il ricorrente taglio dell’erba. In questo periodo la raccolta è mirata a salvare i bruchi di macaone, una bellissima farfalla gialla con macchie blu e rosse.

Il WWF e le farfalle hanno bisogno di occhi attenti per individuare i mimetici bruchi lungo la strada litoranea del Chiarone, raccoglierli e metterli in salvo all’interno del Giardino delle farfalle presso il Centro Visite.

Appuntamento quindi alle ore 10:00 al Centro Visite di Burano. Alle 13:00 pausa pranzo; chi vorrà potrà usufruire dell’area pic-nic presso il centro, oppure cogliere l’occasione per provare uno dei tanti ristoranti che offrono una cucina tradizionale. Alle 14:30 sarà possibile partecipare ad una visita guidata all’interno dell’Oasi.

Antonio Canu, Direttore scientifico WWF Oasi

Antonio Canu, Direttore scientifico WWF Oasi

Ricordo la mia prima Oasi del WWF. La Laguna di Orbetello. Primissimi anni Ottanta, con due amici dell’Università. Ricordo i colori dell’alba e dell’acqua. Poi quelli dei primi uccelli: il bianco della garzetta, il nero del cormorano, ancora il bianco dei gabbiani e il nero della folaga e poi quelli pastello delle anatre selvatiche.

Ricordo una grande emozione. Era la prima vera volta che “andavo in Natura” ad osservare gli animali e mi sentivo come immerso in una grande avventura. Il che è vero, è sempre così, perché andare in Natura, anche nel prato dietro casa è comunque un’ avventura. Ricordo che avevo un binocolo russo, dalle lenti gialle, comprato al mercato dell’usato e una guida al riconoscimento degli Uccelli d’Europa che ancora oggi, dopo quasi 30 anni, continua ad essere la mia guida preferita.

Di quella prima escursione in un’Oasi del WWF ricordo ogni frammento e ancora oggi conservo il biglietto d’ingresso. Non potevo immaginare che quella prima visita sarebbe stata l’inizio di un lungo viaggio nel mondo delle Oasi e per la conservazione della Natura.

Non potevo certo sapere che proprio alla gestione delle Oasi del WWF avrei dedicato una parte così intensa e importante della mia vita. Così come i miei due amici ancora non sapevano che uno, Marco Melodia, sarebbe diventato un affermato fotografo naturalista, e l’altro, Piero Papik Genovesi, un noto zoologo e oggi ricercatore dell’Istituto Nazionale di Fauna Selvatica (ora Ispra).

C’è un altro ricordo che mi porto dietro perché nel tempo è diventato anche un punto di riferimento nella mia formazione sul campo, quello della guardia dell’Oasi. Era Gigi Calchetti, la presenza storica dell’Oasi, oggi in pensione, almeno così dice, ma sempre attivo. La sua presenza era tutt’uno con la laguna, era la sua voce, il suo umore, i suoi segreti. Da Gigi ho imparato a riconoscere il volo delle anatre e a come muovermi in palude.

Con lui ho inanellato decine e decine di anatre selvatiche. Ho anche raccolto i suggerimenti necessari per fare modelli di gestione da applicare in altre Oasi. La mia prima Oasi WWF mi ha aperto un mondo, mi ha fatto vivere emozioni che mi porto ancora dentro, mi ha fatto conoscere persone speciali.

Anche Fulco Pratesi  l’ho conosciuto in un’Oasi e da sempre è guida e riferimento, stimolo e presenza fondamentale, insostituibile, per me, per noi delle Oasi. La seconda Oasi fu il Lago di Burano.

Ancora Maremma, ancora una zona umida, ancora anatre, folaghe, gabbiani, aironi. In più il tombolo ricoperto dalla macchia mediterranea e la spiaggia, il mare. Proprio il tombolo e il profumo intenso del mirto, del ginepro, dell’elicriso, sono i ricordi che mi porto dietro e ancora oggi quando vado a Burano, riassaggio l’atmosfera della prima volta.

Poi fu l’Oasi di Persano, sul fiume Sele, in Campania. E qui andai, da solo, perché volevo vedere la lontra, il simbolo dell’Oasi. Un desiderio un po’ ingenuo perché non è così facile vedere la lontra. Ero però attratto da questo animale che avevo conosciuto nelle letture dei libri di Gavin Maxwell e in particolare di “L’anello delle acque lucenti”.

Anche allora non sapevo che proprio la lontra sarebbe diventata l’oggetto di anni di ricerca e passione sul campo e di tante battaglie per salvarne i luoghi di presenza.

Questi ricordi sono il modo migliore per raccontarsi ma soprattutto per aprire al significato delle Oasi del WWF. In tutte.

Qui l’incontro con la Natura è diretto, spontaneo, coinvolgente. Come gestori favoriamo il contatto, stimoliamo l’interesse, sollecitiamo la curiosità. Ogni Oasi, ogni volta, è sempre diverso.

I protagonisti e le atmosfere cambiano, anche se i luoghi sono gli stessi. Sarò andato decine e decine di volte a Burano, Orbetello e Persano, e ogni occasione era un’altra esperienza.

Nelle Oasi del WWF vogliamo mantenere intatti capitoli interi del grande libro della Natura e favorirne la lettura, a tutti. Non è facile, è impegnativo, spesso faticoso, ma è la nostra scelta e la nostra storia.

Antonio Canu

Direttore scientifico WWF Oasi

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